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Sostenibilità aziendale e nuove direttive: seguire le linee guida per un vantaggio competitivo

Una scelta sostenibile permette alle aziende di superare la concorrenza, adeguarsi agli standard delle aziende europee, ottenere benefici di brand reputation oltre ad adottare normative e valori fondamentali, etici e ambientali. Ma per ottenere tutto questo è importante agire fin da subito.

sostenibilità aziendale

La sostenibilità aziendale è sempre più un impegno verso un modello di business attento all’ambiente, al benessere sociale e a una governance equa. A sostegno di questo, l’accordo provvisorio tra Parlamento europeo e Consiglio Ue del 14 dicembre 2023 ha reso la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD o CS3D) prossima all’approvazione. 
Tale disciplina d’impresa era stata già adottata da Francia (2017) e Germania (2021), ma adesso, grazie all’approvazione della CS3D, l’intera Unione Europea potrà presentarsi come leader globale del capitalismo sostenibile.

Corporate Sustainability Due Diligence Directive: cosa prevede

Con la formale adozione della direttiva, grandi e medie imprese saranno tenute ad organizzare la propria attività assicurando la protezione dell’ambiente e la tutela dei diritti umani, mostrandosi così in linea anche con le disposizioni Onu (2011) ed Ocse (2011, 2018, 2023). 
Per raggiungere questo scopo ed agire nel rispetto della direttiva, sarà necessario dotare la propria azienda di assetti organizzativi adeguati alla prevenzione, individuazione ed eliminazione degli impatti negativi su ambiente e diritti umani, che possono essere causati sia dall’attività dell’impresa stessa che da quella dei propri partner commerciali.
Tra gli obiettivi della CS3D rientra anche l’adozione di un piano rivolto a indirizzare sempre di più la strategia della propria azienda verso il contenimento del riscaldamento globale.
La CS3D prevede, infine, l’istituzione di un’autorità pubblica per ogni Stato dell’Unione Europea che vigili attentamente sul rispetto della stessa direttiva.

CSDDD: a quali imprese si applica?

L’accordo provvisorio ha definito il campo di applicazione della direttiva, coinvolgendo nell’applicazione della CS3D le imprese di grandi e medie dimensioni. Nello specifico:

  • Imprese dell’Ue con più di 500 dipendenti e fatturato a livello mondiale di oltre 150 milioni di euro; 
  • Imprese dell’Ue con più di 250 dipendenti e fatturato di oltre 40 milioni di euro (di cui almeno 20 milioni realizzati in settori «sensibili»);
  • Imprese di altri Paesi che generano all’interno dell’Ue un fatturato delle stesse dimensioni.

Le imprese sopracitate dovranno obbligatoriamente attenersi a tutti i doveri stabiliti all’interno della direttiva.

CS3D: quali sono gli obblighi e le sanzioni per le imprese

L’accordo provvisorio, oltre a definire il campo di applicazione della direttiva, chiarisce tutti i relativi obblighi da rispettare per le imprese e le eventuali sanzioni e responsabilità in caso di inadempienza delle stesse. Sulla base di ciò, le novità introdotte dall’accordo del 14 dicembre 2023 sono le seguenti:

  • L’ autorità pubblica, designata ai sensi del CS3D per vigilare sul rispetto della direttiva, potrà infliggere sanzioni e multe fino al 5% del fatturato netto globale.
  • Le banche potranno concedere credito a prescindere dalla verifica sulla sostenibilità dell’attività di società clienti diverse dalle PMI.

Il rispetto della direttiva può essere stabilito come rilevante dagli Stati dell’Ue per l’aggiudicazione di appalti e concessioni pubbliche.

Perché la sostenibilità aziendale è un vantaggio competitivo

La sostenibilità aziendale è un impegno importante a livello morale ma anche un modo per tutte le imprese (anche le più piccole) di ottenere un vantaggio competitivo a livello reputazionale.
Dimostrare di svolgere la propria attività d’impresa nel rispetto della società, delle persone e dell’ambiente rende più affidabili, attrattivi e autorevoli.
Comporta un notevole risparmio di risorse ed energie, maggiori performance operative ed una significativa riduzione dei costi complessivi.
Per questo, adeguarsi a quanto stabilito dalla direttiva, oltre a diventare obbligo formale, può rivelarsi una mossa vincente per la brand reputation ed il successo aziendale.
Tuttavia, adeguare il proprio assetto organizzativo alle direttive e verificare l’attività dei partner della propria catena produttiva è un processo che richiede tempo e attenzione. Occorre partire dall’analisi dei dati, capitalizzare ciò che è già in essere e quindi pianificare il futuro attraverso obiettivi ben misurabili.
Un percorso lungo verso il quale è necessario giocare d’anticipo e ben prima della data ufficiale di adozione formale della direttiva. In modo da anticipare i competitors locali, godendo da subito dei benefici di immagine e reputazione, e allo stesso tempo, uniformarsi quanto a competitività, con le aziende europee concorrenti, da tempo abituate al rispetto di regole sulla sostenibilità.

Sostenibilità aziendale e competitività vanno quindi di pari passo. La propria esistenza sul mercato europeo non può prescindere più dall’adozione di determinati standard. Senza dimenticare che ciò che più conta nell’abbracciare la trasformazione sostenibile è attuare azioni concrete e davvero utili all’ambiente e alla società.

Se sei interessato ad approfondire il tema della sostenibilità e vuoi attuare azioni che incidano in maniera positiva su persone e ambiente, inviaci le tue domande o richieste attraverso il form.

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