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Settembre: il rientro perfetto in 7 mosse

Dopo la pausa estiva e prima di definire nuovi obiettivi è il momento di verificare dati, processi e strumenti che guideranno le decisioni degli ultimi mesi dell'anno. Ecco le 7 verifiche che ogni impresa dovrebbe fare prima di ripartire

settembre

Da sempre il mese di settembre rappresenta una vera e propria ripartenza. Riprendono i progetti, si pianificano gli investimenti, si rivedono gli obiettivi commerciali e iniziano le attività che porteranno alla chiusura dell’esercizio e alla pianificazione del nuovo anno.
Ma prima ancora di guardare avanti è fondamentale capire se si hanno tutte le informazioni per arrivare a prendere decisioni giuste.

Non è un caso che, secondo il report Gartner Top Priorities for CFOs 2026, tra le principali priorità della funzione Finance ci siano il miglioramento della qualità del dato, una pianificazione più dinamica, il controllo dei costi e una maggiore capacità di trasformare le informazioni in decisioni tempestive. Allo stesso modo, anche il Deloitte Finance Trends 2026 ha evidenziato come il ruolo del CFO va sempre più nella direzione strategica e non più solamente di responsabile della rendicontazione, con una crescente attenzione a forecasting, scenario planning e integrazione dei dati.
Per questo il rientro dalle ferie può diventare il momento perfetto per un vero e proprio check-up aziendale.

Aggiornare i dati

Nel corso dell’anno le informazioni legate all’azienda possono cambiare: aumentano o diminuiscono i costi, arrivano nuovi clienti, si ampliano le linee di prodotto, cambiano i fornitori, i prezzi e anche i processi interni. Eppure, molte imprese continuano le attività basandosi su analisi e decisioni con dati elaborati settimane o addirittura mesi prima. Ecco perché è importante chiedersi se le informazioni utilizzate descrivono davvero la situazione attuale dell’azienda oppure fotografano una realtà che nel frattempo è già cambiata.
Disporre di dati aggiornati, integrati e facilmente consultabili significa poter ripartire con maggiore consapevolezza, individuare tempestivamente eventuali criticità e definire priorità e obiettivi sulla base di informazioni realmente affidabili. Oggi non conta solo raccogliere dati, ma renderli disponibili nel momento in cui servono davvero.

Eliminare la manualità

Se per ottenere un report servono ancora esportazioni da ERP, fogli Excel, controlli incrociati e verifiche manuali, significa che una parte importante del tempo viene dedicata alla preparazione del dato invece che alla sua interpretazione.
Automatizzare il reporting significa liberare tempo per l’analisi e ridurre il rischio di errori e trasformare il controllo di gestione in un processo continuo, anziché in un’attività manuale e ripetitiva.

Valorizzare margini e costi

Negli ultimi anni molte imprese hanno visto modificarsi profondamente la propria struttura dei costi. Cambiamenti dovuti al caro energia, alla logistica, alle materie prime e di conseguenza ai servizi e al personale hanno inciso molto sulle marginalità.
Settembre può rappresentare il momento ideale per verificare se prodotti, clienti, commesse o business unit continuano a generare il valore atteso oppure se è necessario intervenire su pricing, costi oppure sull’organizzazione.

Controllare il cash flow

Il primo semestre racconta ciò che è successo. Il secondo semestre richiede invece capacità di previsione. Analizzare i flussi di cassa e aggiornare il forecast finanziario permette di individuare eventuali tensioni di liquidità con largo anticipo e pianificare le scelte con una maggiore serenità.

Verificare i KPI aziendali

Ogni azienda possiede decine di indicatori, ma non tutti sono realmente utili. Settembre è il momento giusto per chiedersi se i KPI utilizzati continuano a rappresentare gli obiettivi strategici dell’impresa oppure se sono diventati semplicemente un’abitudine.
Misurare meno, ma meglio, spesso significa decidere meglio.

Supportare il processo decisionale

Molte aziende hanno già ERP, gestionali e software contabili. Il punto è capire se riescono a dialogare tra loro. Le informazioni sono facilmente accessibili? È possibile confrontare budget, consuntivi e forecast in tempo reale? I dati sono integrati oppure distribuiti tra sistemi differenti? Quando il dato rimane frammentato, anche il processo decisionale rallenta.

Definire le priorità dei prossimi mesi

L’ultima azione riguarda il futuro. Una volta analizzati dati, indicatori e previsioni, è necessario trasformare le informazioni in decisioni.
Quali sono le priorità fino a fine anno?
Quali investimenti confermare?
Quali aree migliorare?
Il controllo di gestione trova il suo valore proprio in questo passaggio: trasformare numeri e analisi in azioni concrete.

Il rientro dopo la pausa estiva può diventare un momento strategico per migliorare il modo in cui l’azienda pianifica e controlla le proprie attività.

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