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Rating di sostenibilità e investimenti: a che punto siamo?

rating di sostenibilità

l rating di sostenibilità o ESG è un indicatore chiave del rischio e del rendimento dell’azienda. Viene applicato principalmente alle attività finanziarie anche se oggi si è esteso a tutte le tipologie di attività imprenditoriali.

Il rating di sostenibilità viene spesso definito come un giudizio di solidità che alla base tiene conto di criteri ambientali, sociali e di governance conosciuti anche con l’acronimo ESG.
Pur non essendo un concetto recentissimo, negli ultimi anni, il rating ESG è diventato una leva per il miglioramento del business e della competitività di organizzazioni e PMI.
Dal punto di vista finanziario rappresenta una risposta ai temi della digital transformation, della trasformazione energetica e del risk management legato all’ambiente e agli impatti sociali con tutte le criticità derivate dalla pandemia.
Secondo un’indagine del Consorzio Pool Ambiente, in dieci anni, più del 70% di danni all’ambiente si sarebbero potuti evitare se le aziende avessero avuto un sistema efficace di gestione del rischio ambientale. L’analisi effettuata su 1031 casi ha rilevato che una corretta gestione avrebbe comportato 752 episodi in meno e un risparmio di circa 104 milioni di euro.

Rating ESG e profitto

Environmental, social e governance sono rispettivamente criteri di salvaguardia dell’ambiente, inclusione sociale e governance all’interno di un contesto aziendale. Sono azioni in grado di generare un ecosistema virtuoso ma allo stesso tempo anche un guadagno. Investire in sostenibilità, infatti, non significa rinunciare al profitto ma rappresenta un modo per proteggersi e mitigare i rischi e allo stesso tempo ottenere un vantaggio di business. Sono criteri quelli del rating di sostenibilità distinti dal rating tradizionale basato su variabili economico-finanziarie e non c’è obbligatorietà. L’elaborazione del rating avviene attraverso la raccolta e l’analisi di dati intorno alla definizione di environmental, social e governance. Le metriche di valutazione utilizzate sono spesso diverse e introdotte dalle stesse agenzie specializzate come Msci, Morningstar, Sustainalytics, Refinitiv. Tutti i fattori di sostenibilità inseriti nel processo di investimento e nella costruzione di portafoglio aiutano a migliorare il profilo rischio/rendimento nel medio e lungo periodo. Questo è senza dubbio, un concetto e una riflessione da considerare per il futuro della propria impresa.

Impresa e sostenibilità

Misurare la sostenibilità è un’azione strategica che permette di avere informazioni sull’attività dell’azienda e conoscere gli impatti anche dal punto di vista economico. Permette anche di avere dei modelli di governance aziendale trasparenti avvicinando così finanziatori o partner finanziari. Il rating ESG di fatto misura le performance di sostenibilità dell’azienda e può determinare un contenimento in termini di costi e un miglioramento della reputazione aziendale. Allo stesso tempo aumenta le opportunità di investimento e garantisce il monitoraggio di parametri di efficienza e produttività. La normativa è sicuramente un driver fondamentale che svolge anche una funzione di grande accelerazione. Siamo ancora in una fase di transizione con una prassi non ancora consolidata e requisiti di conformità non ancora del tutto definiti. Questo fa sì che non ci sia ancora un comportamento del tutto omogeneo o standardizzato. C’è ancora molto da fare ma la direzione futura è sicuramente legata alla sostenibilitàfinanziaria e di business. L’approvazione del Next Generation EU e del bilancio EU con ingenti risorse legate ad obiettivi di sostenibilità contribuisce a dare grande concretezza a questa prospettiva. 
Una prospettiva legata non solo al  mercato privato ma anche alle politiche pubbliche.

Investire in sostenibilità

Oggi in Italia una impresa su tre ritiene che investire in sostenibilità sia importante per il business e per accedere ai finanziamenti degli istituti di credito. Il 37,8% delle aziende ha già avviato investimenti in tema di sostenibilità ambientale e solo il 4% delle imprese ritiene che lo sviluppo sostenibile possa essere considerato un freno alla crescita. Questo è quanto emerge da una recente ricerca condotta in Italia da Format Research per il gruppo Allianz. A questi dati, va aggiunto, poi, che una parte, parliamo del 69%, lo fa per adeguarsi alle normative italiane e internazionali ma anche per migliorare l’efficienza operativa, ridurre i conti e contribuire ad aumentare il fatturato.

La valutazione del livello di sostenibilità

Ogni impresa per valutare il proprio livello di responsabilità sia sociale che ambientale può far ricorso ad un insieme di attività articolate in più momenti.
Inizialmente attraverso la raccolta di informazioni che possono far riferimento a più fonti.
Le fonti possono essere esterne come le informazioni pubbliche, i dati di mercato o reputazionali oppure interne come materiale prodotto dall’azienda: codici aziendali ed etici e dichiarazioni o policy formali di impegno verso i dipendenti o i consumatori finali, certificazioni etiche e tutto ciò che è riconducibile ad aspetti etici e sostenibili dell’azienda. Alla fase di raccolta, fa seguito l’analisi attraverso la selezione e la verifica delle informazioni che può avvenire anche attraverso un contatto diretto con le fonti come aziende o organizzazioni di riferimento. Infine, si realizza il profilo aziendale e viene pubblicata una valutazione o report in grado di stabilire il livello di eticità dell’impresa rispetto ai criteri presi in esame.

Ad oggi, come detto, non esistono criteri di classificazione del tutto omogenei o standard universali per classificare l’impresa dal punto di vista etico. La normativa per gli operatori dei mercati finanziari per la gestione degli investimenti, della consulenza e dell’advisory fa riferimento a due atti che  regolano il tema della sostenibilità. Regolamento EU 2019/2088, del Parlamento e del Consiglio Europeo del 27 novembre 2019 su Sustainability related disclosures in the financial services sector e Final report dell’EBA legato in particolare ai rischi ESG il Guidelines on loan origination and monitoring del Giugno 2020.

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