Cinque mosse per trasformare i fallimenti in successi

Proteggersi dagli errori è.. un errore. La crescita aziendale inizia dal culto degli errori.

L’errore rappresenta l’opposto di ciò che tanti di noi vorrebbero raggiungere: la perfezione! Proprio per questo, quando commettiamo un errore, spesso cerchiamo di ignorarlo o di nasconderlo. L’innovazione tuttavia nasce proprio da errori e fallimenti. Dagli errori si può imparare. Non solo.. analizzandoli con cura e attribuendo loro un significato nuovo e positivo, dagli errori si può anche guadagnare.

Come diceva Soichiro Honda, fondatore di Honda Motor Company: «Molte persone sognano il successo. Per quanto mi riguarda, il successo si può raggiungere solo attraverso continui fallimenti e tanta introspezione. Anzi, il successo rappresenta l’1% del lavoro di un individuo: questo 1% deriva dal restante 99%, che si chiama fallimento».

Pretendere di eliminare gli errori è il modo migliore per abbattere l’innovazione! Se un’azienda vuole incoraggiare i propri dipendenti a produrre nuove idee e smettere di utilizzare sistemi già sperimentati, premiare il successo non basta: ocorre avere il coraggio di premiare anche i fallimenti, soprattutto quelli da cui si può imparare e guadagnare qualcosa. Limitarsi a premiare il successo, infatti, scoraggia le persone ad assumersi dei rischi. Se vogliamo che i nostri collaboratori facciano innovazione, dobbiamo concedere loro il giusto tempo per pensare, immaginare, fantasticare. Per produrre, perfezionare e verificare l’efficacia di una visione, di nuove idee.

Henry Ford diceva spesso: «Il fallimento è un’opportunità di ricominciare da capo in modo più intelligente». Sul valore del fallimento, un episodio illuminante è quello che riguarda Thomas Watson Sr., fondatore di IBM. Watson fece chiamare nel suo ufficio un manager che aveva commesso un errore che era costato ad IBM dieci milioni di dollari. «Immagino che mi abbia convocato per chiedere le mie dimissioni», disse il manager. «Nemmeno per scherzo! – replicò Watson – Abbiamo appena speso dieci milioni di dollari per la sua formazione!».

Un altro aneddoto esemplare di come si possa guadagnare, e non solo imparare, da un fallimento è.. il Post-it! Il Post-it è frutto di un grande errore. Era il 1968, quando Spencer Silver, ricercatore della 3M, lavorava alla messa a punto di un adesivo ultraforte. Sfortunatamente, un lotto di quella colla sperimentale risultò particolarmente debole. Silver condivise con i colleghi quel fallimento, nella speranza che qualcuno di essi potesse trovare un’utile applicazione per quel prodotto difettoso. La svolta arrivò anni dopo, grazie ad Art Fry, un altro ricercatore 3M. Fry, un tipo religioso, si trovava in chiesa e cercava di evitare che i segnalibri cadessero dal libretto dei salmi, quando si ricordò del fallimento di Silver. Una proprietà specifica di quella colla ultradebole era proprio la capacità di aderire nuovamente dopo il distacco. Perché non applicarla ai segnalibri, e più in generale a dei foglietti? Nel 1980, sei anni dopo l’intuizione di Art Fry, i Post-it fecero la loro comparsa sul mercato, divenendo in breve tempo uno dei prodotti più profittevoli della 3M ed uno dei prodotti più utilizzati al mondo.

Ecco cinque mosse per una vita aziendale serena:
1. Valorizzate le persone che hanno un’esperienza di “fallimenti intelligenti”, da cui trarre insegnamenti significativi.
2. Prendete nota di tutti gli errori commessi, tollerate e ricordate gli errori, non dimenticateli e soprattutto non nascondeteli.
3. Utilizzate uno strumento di monitoraggio dei vostri risultati aziendali, che aiuti ad individuare gli errori e le inefficienze, continuando a rispettare il concetto che le aree critiche sono opportunità, non solo errori.
4. Pensate creativamente a come si possa trovare un’applicazione efficace di un fallimento, cercando di trarne una lezione ed anche un guadagno, continuando a monitorare i vostri risultati aziendali.
5. Evitate il conservatorismo, il vero ed unico fallimento che deve essere condannato se davvero si vuole promuovere l’innovazione.

Ovviamente.. incoraggiare i fallimenti non significa gratificare chi continua a ripetere lo stesso errore: perseverare resta sempre e comunque diabolico!